[Alien_nation] Note sul Green Pass, da Emilio Quadrelli
vlad
vladi a riseup.net
Sab 11 Set 2021 11:33:38 PDT
Ciò che si va delineando intorno al Green pass va ben oltre il fatto in
sé. Asserire che il potere è interessato alla salute della popolazione
è un vero e proprio ossimoro visto che l'era attuale ha mostrato di
essere del tutto disinteressata alla popolazione poiché la "volontà di
potenza" di uno stato non è più misurabile sulla quantità di
popolazione sana di cui disporre. Il mutamento della "forma guerra" con
la messa in mora degli eserciti di massa ha comportato il venir meno
della popolazione come elemento strategico e, conseguentemente, il non
interesse del potere nei confronti della popolazione. La stessa cosa
vale per la produzione. Nel mondo contemporaneo la produzione bellica
non necessità più della "mobilitazione totale" quindi del tutto inutile
è diventata la necessità di masse sterminate da impiegare nella
produzione bellica. Per molti versi, allora, diventa possibile asserire
che se il mondo di ieri si caratterizzava nel "fare vivere e lasciare
morire" il mondo attuale sembra maggiormente prono al "far morire e
lasciare vivere" il modello ordoliberale è esattamente questo. Il Green
pass, allora, diventa un modello di "governamentalita'" e
disciplinamento politico e sociale che, reiterando le logiche
dell'emergenza, offre al potere una "tecnica di governo del vivente" il
cui fine permane la messa in forma di "corpi docili" interamente
declinati alle esigenze del comando. Sulla base di ciò il problema non
è certamente essere no o pro vax ma inceppare, sabotare e disarticolare
questo progetto di normazione politica e sociale. La questione del
Green pass, inoltre, pone nuovamente in luce due tendenze storicamente
presenti nel movimento comunista. Non sarà sfuggito, infatti, come
quote non secondarie di comunisti si siano apertamente schierate per il
Green pass e il vaccino. Sorprendente, ma non troppo, dagli stalinisti
ai bordighisti si è avuta una sostanziale adesione alle logiche del
Green pass e a tutto ciò che questo si porta appresso. Ciò non è altro
che il frutto maturo dello statalismo e dello scientismo che
caratterizza le varie ortodossie e il loro essere, a conti fatti, la
continuazione sotto altra forma della declinazione positivista del
marxismo operata dalla Seconda internazionale. Del resto sono gli
stessi che hanno trasformato la critica dell'economia politica di Marx
in scienza economica. Nei confronti della scienza, poi, hanno un
rapporto non dissimile da quello maturato da non pochi sprovveduti nei
confronti di Vanna Marchi o, in tempi più recenti, dei talebani nei
confronti del Corano. La scienza, per questi dotti marxisti, diventa un
campo neutro del tutto avulso dalla formazione economica e sociale. Per
questi, tanto per fare un esempio non irrilevante, l'isteria femminile
grazie alla quale milioni di donne sono state psichiatrizzate e
internate era un fatto obiettivo. Questi non comprenderanno mai, per
esempio, che sparare agli orologi è uno dei gesti e delle pratiche più
radicali e rivoluzionarie. Tutti presi dal loro "marxismo scientista"
attendono il divenire delle forze produttive, e della scienza a queste
coeva, per raccogliere in maniera indolore (non sia mai che la
soggettività intervenga, gli anatemi contro il populismo sono già tutti
belli che pronti) il frutto maturo del socialismo. Detto ciò si capisce
anche perché questi, da almeno 50 anni non contino un cazzo. Da Emilio
Quadrelli. NB. Il riferimento al populismo è quello russo!!!
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