[Alien_nation] ...
agursoledad a autistici.org
agursoledad a autistici.org
Mar 19 Ott 2021 07:21:45 PDT
Il 2021-09-17 18:47 vlad ha scritto:
>> anche a mio avviso la situazione sta assumendo contorni deliranti e
>> noto sempre una certa reticenza ad affrontare gli argomenti , ma
>> questo e' il mio pensiero . a dirla tutta noto la non voglia di
>> perdere tempo ad approfondire le situazioni in generale , o a
>> farlo in numeri ristretti ,indi poco confronto .
>> ripeto , e'un mio pensiero e in questo periodo non sono molto
>> presente ma non sono l'unica a lamentarsi della frammentarieta' del
>> tutto. La presenza fisica resta la componente primaria ma non deve
>> diventare riduttiva .
>> Saluti .\
>
> mettere le proprie idee e pratiche in relazione a quelle
> degli altri, e cercare di trovare una sintesi delle diverse posizioni
> e' possibile quando non si ha paura del confronto e delle sue
> ricadute. Ma per poter avere un confronto occorre fabbricarsele, le
> proprie idee, e stesso discorso vale per le pratiche.
>
> Un percorso di tempo e fatica, sangue e sudore, come per ogni cosa
> che esuli dai binari tracciati delle scelte preconfezionate.
>
> La questione di scegliere una tra le merci presenti al banchetto
> ideologico dei concetti e' subordinata alla disponibilita' di tale
> merce. Nella concentrazione monopolistica del mercato delle idee la
> varieta' di tali merci tende a diminuire, molto velocemente, segno che
> la fabbrica e' stata delocalizzata, globalizzata.
>
> Occorre allargare oltre i propri orizzonti la base del confronto,
> per dare agibilita' al fluire del pensiero e rifiutare le insulse
> categorie di normalizzazioe - non piu' virtuale - operate da
> influencer di regime, mass media, sindacati, partiti.
>
> A servizio della piu' grande opera di livellamento e atrofismo
> cerebrale sta l'interiorizzazione della dipendenza servile al treno
> in corsa lanciato a folle velocita' lungo il binario morto.
>
> Il fatto che questa dipendenza sia frutto di opportunismo, realismo,
> convinzione, ignavia, paura, ignoranza : e' questo cio' che dovremmo
> mettere apertamente a confronto. Imparare a chiamare le cose con il
> loro
> nome aiuta a chiarirsi le idee.
>
>
>
> _______________________________________________
> Alien_nation mailing list
> Alien_nation a lists.resist.ca
> http://lists.resist.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/alien_nation
A mio avviso la frammentarieta' ,impregnata ovunque ha evidenziato le
problematiche intrinseche all'individuo in quanto tale, ben lontano
dall'individualismo .l'analisi in macro e'sicuramente completa ma non
sufficiente allo stato attuale .i problemi ad oggi evidenti partono dal
micro , dove a dirla tutta non si e' in grado prendersi cura di chi si
ha al fianco e non intendo certo in senso caritatevole che non nutre il
mio interesse .
scontato che idee e azione costano studio e fatica ,ma ritengo che in
questo contesto storico ogni compagno che si trova in difficolta' non
e' detto abbia l'opportunita' di riuscire a portare a termine entrambe ,
e le problematiche del/dei singoli spesso costituiscono un argomento di
importanza inferiore all'analisi macro ;
questo potrebbe portare col tempo ad avere la mancanza di un amico al
fianco ,magari impegnato a mettere insieme il pranzo con la cena per la
famiglia ;sara' una grave perdita che non potra' esaurirsi con la
critica sterile del " bisogna esserci " , perche' non viviamo sulle
montagne , non autoproduciamo i ns bisogni , non siamo autonomi .
Questo e',che piaccia o meno .
Non dedicare tempo e analisi a questa stretta che ogni giorno pone chi
si trova in difficolta'ad affrontare scelte e relative conseguenze ci
porra' sempre nel ruolo di impreparati che rincorrono la problematica
del momento senza curarsi dell'impreparazione relativa alla problematica
precedente ne'curarsi di dove ci condurra' l'impreparazione futura .
Totalmente a favore dell'individualismo questo non deve sconfinare nel
becero borghese significato di tale termine ;
il sapere , la capacita' e la potenzialita' di ognuno , che non devono
essere soggette a graduatorie del tipo chi ce l'ha piu' duro in quanto
autoreferenziali e fine a se stesse , andrebbero condivise e discusse
affinche' chi si trova in difficolta' ne possa usufruire nel momento del
bisogno , oggi mio domani tuo .
Questa situazione non e' cosi' inusuale e l'interesse non puo'
direzionarsi solo vs i detenuti senza nulla togliere loro perche'
l'attuazione dell'esportazione del carcere e'gia' esternalizzata e si
rischia di rendere normali tali dinamiche anche ai ns occhi .
un compagno che non chiede aiuto non significa non ne abbia bisogno ,il
problema e' nascondersi dietro la mancata richiesta e non avere
l'accortezza di prevenirla .
Questo ci rendera' sempre impreparati e ci privera'di avere il fianco
coperto diventando dinamica funzionale al sistema .
Un detenuto che non chiede aiuto ha n motivazioni per optare per il
silenzio a partire dal rapporto con se stesso e con gli altri , un
detenuto che non mette in piazza abusi e torture non e' detto che non le
subisca ;
un detenuto accorto sa con chi ,come ,dove e quando muoversi ma nel
frattempo quello meno accorto subisce e non e' detto che questo generi
di conseguenza la sana rabbia ;
questo gioco delle parti e' funzionale alla popolazione carceraria che
non vuole rogne ( la maggioranza , insegna la storia ) per garantirsi
l'apparente quiete che meglio fa digerire la vacanza forzata ( non entro
nella delazione e nella genuflessione volontaria perche' non e' questo
il contesto ) , ed e'funzionale all'apparato di sorveglianza per
dormire sonni tranquilli e sperimentare ogni giorno sempre meglio quanto
puo' avanzare il proprio potere ;
poter osservare i parenti dei detenuti in attesa per entrare , al
rilascio dei documenti per accedere ai corridoi , durante i colloqui ,
permette all'osservatore di perfezionare col tempo gli abusi
differenziati , a seconda delle caratterische del detenuto e degli
stessi parenti :questo fiacca spesso il comportamento degli uni e degli
altri in quanto entrambi hanno paura di danneggiarsi a vicenda .
Queste sono le dinamiche del sistema dentro e fuori , che oggi possono
apparire meno offuscate , piu' efficaci che lente ma non son certo
innovative e concordando sul " bisogna aguzzare l'ingegno " sarebbe
interessante farlo in quanto ogni messa in pratica che contrasta
l'avanzamento che mira a decimare chi non subisce passivamente
l'allineamento , disturba almeno in minima parte l'accelerare di tale
infame progetto all'interno del reale contesto in cui viviamo piu' o
meno tutti e alleggerisce le problematiche concrete del singolo in
difficolta' .
Delle etichette me ne fotto,di chi mi sta al fianco no ,sarebbe un
grave errore e un dono da raccogliere per chi ,senza fretta , da sempre
coltiva l'intento di eliminare idee e pratiche e ha molti piu' occhi e
orecchie di quanti ne abbiamo noi , virtuali e non , che concede loro un
notevole vantaggio .
Questo non pretende di essere la soluzione , la storia ci insegna che
spesso e' immensa la differenza e relativo risultato tra idee e azione
ma nel quotidiano a volte si incontrano difficolta' anche solo ad
esporle le proprie idee e questo e' un problema immenso che depotenzia
il possibile , gia' incerto e difficoltoso di suo .
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